Radiazione auto per esportazione: procedura, documenti e costi nel 2025

La radiazione auto per esportazione cancella il veicolo dagli archivi italiani quando viene trasferito stabilmente in un altro Stato. Serve per completare l’immatricolazione estera e per chiudere la posizione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e all’Archivio Nazionale dei Veicoli.
La pratica richiede attenzione alla sequenza dei passaggi. Portare l’auto oltre confine senza la documentazione adatta può bloccare l’immatricolazione estera o rendere più complessa la cancellazione in Italia.
Quando serve e quando non è ammessa
La radiazione per esportazione riguarda auto, moto, rimorchi e altri veicoli iscritti al PRA destinati a essere immatricolati fuori dall’Italia. Non coincide con la demolizione: il veicolo continua a circolare, con una nuova targa, nel Paese di destinazione.
Non si può chiedere se sul veicolo grava un fermo amministrativo non cancellato. Occorre prima saldare o definire la posizione con l’ente creditore e ottenere la cancellazione del vincolo. Anche un pignoramento, un sequestro o un altro vincolo può impedire la pratica.
Prima di vendere o spedire l’auto, controlla visura PRA, intestazione e presenza di gravami. Una verifica preventiva evita costi di trasporto e pratiche respinte.
Procedura: l’ordine corretto dei passaggi
La disciplina ha introdotto controlli più stretti contro le esportazioni fittizie. La richiesta deve seguire il trasferimento effettivo del veicolo all’estero e la sua reimmatricolazione nel Paese di arrivo, secondo la documentazione richiesta dallo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).
- Verifica che il proprietario riportato al PRA coincida con chi esporta o vende il mezzo.
- Concorda con l’autorità estera le regole per importazione, omologazione, imposte e nuova immatricolazione.
- Trasferisci il veicolo nel Paese di destinazione con modalità compatibili con le norme italiane ed estere.
- Ottieni l’immatricolazione estera o il documento estero che prova l’esportazione definitiva.
- Presenta la domanda allo STA, in un ufficio provinciale ACI-PRA o presso la Motorizzazione abilitata, consegnando targhe e documenti richiesti.
Le formalità possono variare in base allo Stato di destinazione, soprattutto fuori dall’Unione europea. Per i casi aggiornati, conviene controllare le istruzioni sulla guida alle pratiche auto dell’ACI e chiedere conferma allo STA prima della spedizione.
Documenti per la radiazione auto per esportazione
Di regola servono il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU), le targhe italiane e un documento di identità valido dell’intestatario. Se agisce un delegato, occorrono delega firmata e copie dei documenti previsti.
Va presentata anche la prova dell’avvenuta immatricolazione estera o del trasferimento definitivo, nella forma accettata dall’ufficio. Un certificato estero in lingua straniera può richiedere traduzione o ulteriori verifiche: lo STA indica se serve una traduzione asseverata.
- modulo di richiesta unificato compilato e firmato;
- Documento Unico originale, se disponibile;
- targhe anteriori e posteriori, oppure dichiarazione motivata in caso di smarrimento;
- prova dell’immatricolazione o dell’esportazione all’estero;
- documento d’identità e codice fiscale dell’intestatario;
- eventuale delega e documento del delegato.
Se il DU o le targhe sono stati smarriti, rubati o deteriorati, bisogna aggiungere la denuncia o la dichiarazione sostitutiva ammessa dall’ufficio. Non consegnare documenti originali a un acquirente estero senza avere copie leggibili e una ricevuta della vendita.
Costi, tempi e assicurazione
I diritti ordinari indicati per la formalità comprendono 13,50 euro di emolumenti ACI, 32 euro di imposta di bollo e 10,20 euro di diritti della Motorizzazione: il totale base è 55,70 euro. L’importo può cambiare se mancano documenti, se si usano moduli soggetti a bollo diverso o se interviene un’agenzia.
Un’agenzia di pratiche applica un compenso libero, da chiedere per iscritto prima dell’incarico. I tempi dipendono dalla completezza dei documenti esteri e dallo sportello; una pratica completa si definisce spesso in pochi giorni, mentre integrazioni e traduzioni allungano l’attesa.
La polizza RCA italiana non va annullata prima dell’ultimo utilizzo legittimo del veicolo. Dopo la radiazione, comunica alla compagnia la cessazione del rischio con la ricevuta della pratica per valutare rimborso del periodo non goduto, sospensione o trasferimento della classe di merito su un altro mezzo.
Radiazione auto per esportazione: errori da evitare
Non confondere la vendita a un acquirente residente all’estero con la radiazione già conclusa. Finché la cancellazione non risulta registrata, il veicolo resta collegato all’intestatario italiano per gli archivi nazionali e per gli adempimenti che ne derivano.
Conserva contratto di vendita, copia del documento estero, ricevute di trasporto e ricevuta della radiazione. Questi atti aiutano a dimostrare data e destinazione del trasferimento in caso di richieste successive.
Domande frequenti
Posso radiare un’auto con fermo amministrativo? No. Prima occorre cancellare il fermo; la sola rateizzazione del debito non basta se il vincolo resta iscritto.
La radiazione elimina il bollo auto? La cancellazione chiude la posizione per il futuro, ma non annulla eventuali bolli già dovuti. Per la decorrenza concreta conta la normativa regionale e la data della formalità.
Posso guidare in Italia dopo la radiazione? No, il mezzo radiato non può circolare con le targhe italiane. Deve essere già inquadrato secondo le regole di immatricolazione e assicurazione del Paese estero.






Il fermo amministrativo va cancellato prima, senza eccezioni.
Grazie, spiegazione chiara e utile.
Finalmente tutto più chiaro! 🙌
Ho già portato l’auto in Germania e ora mi chiedono un documento che dimostri la radiazione italiana. L’immatricolazione tedesca è quasi pronta, ma non capisco se posso fare la pratica al PRA con la copia del libretto estero o devo aspettare quello definitivo. Qualcuno ci è passato?
Chiedi subito allo STA, cambia in base al documento estero.